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Rossi


Valentino Rossi (Urbino, 16 febbraio 1979) è un pilota motociclistico italiano.

Tra i piloti più titolati del motomondiale, in virtù dei nove titoli mondiali conquistati di cui il primo a 18 anni, è l'unico pilota nella storia di tale categoriamotociclistica ad aver vinto il campionato in 4 classi differenti: 125 (1), 250 (1), 500 (1) e MotoGP (6).

Detiene il record del numero di gran premi disputati consecutivamente nel Motomondiale con 228 presenze.[1]

Rossi ha sempre usato il numero 46 per la sua moto, nonostante abbia avuto più volte la possibilità di usare il numero 1 in quanto campione in carica; il 46 era stato precedentemente utilizzato nel motomondiale dal padre, ex pilota.


BiografiaEdit

Spostatosi da piccolissimo a Tavullia, Rossi inizia a prendere confidenza con i motori fin da piccolo, mostrando subito il suo talento. Inizia coi kart grazie al padre Graziano, che corse nel motomondiale negli anni settanta; passa poi molto velocemente alle più economiche minimoto, che al tempo non avevano ancora avuto lo sviluppo odierno, e prende la prima licenza come pilota del Moto Club Cattolica, sodalizio pioniere delle gare di minimoto. Fa le sue prime esperienze e gare presso la pista Motorpark a Cattolica, la prima omologata FMI. A 13 anni prova per la prima volta la Aprilia Futura 125, ma il debutto nel campionato Sport Production lo fa nel 1993 in sella alla Cagiva Mito 125, gestita da Claudio Lusuardi.
Nel 1994 partecipa contemporaneamente ai campionati Sport Production e GP italiani, riuscendo a vincere il campionato delle derivate di serie ed a fare esperienza sui prototipi da GP.

L'anno successivo vince il campionato italiano della classe 125 e si classifica terzo nell'europeo della stessa categoria. Da quando ha debuttato in classe 125, nel 1996, fino al GP del Mugello 2010 Rossi non ha mai saltato una gara.


Carriera nel motomondialeEdit

Classe 125Edit

La stagione 1996 del motomondiale sancisce l'esordio nel campionato del mondo di Valentino Rossi. Dopo alcune prestazioni di rilievo, ottiene la sua prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca, a Brno, dopo aver conquistato anche la sua prima pole position; ottiene inoltre un terzo posto in Austria e conclude la stagione al 9º posto con 111 punti.

Nel 1997 passa dal team AGV al Team ufficiale Nastro Azzurro Aprilia e ottiene il suo primo titolo mondiale in sella alla RS 125 con 321 punti iridati. Nel corso della stagione ottiene undici vittorie (Malesia, Spagna, Italia, Francia, Olanda, Imola, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Catalogna e Indonesia), un secondo posto in Austria, un terzo posto in Repubblica Ceca e quattro pole position (Malesia, Olanda, Imola e Germania). A questo punto Rossi passa alla 250.

Classe 250

A partire dal 1998 corre nella classe 250. Trascorre un anno di ambientamento all'interno di uno dei team ufficiali Aprilia, che in quell'anno schiera ben 3 piloti: il campione mondiale a fine anno Loris Capirossi, il veloce ma sfortunato Tetsuya Harada e il giovane Valentino. Il cambio di cilindrata segna anche il cambio di team, col passaggio dalla squadra di Mauro Noccioli a quella di Rossano Brazzi. Conclude la stagione al 2º posto con 201 punti, solo 23 in meno di Capirossi; nel corso della stagione ottiene cinque vittorie (Olanda, Imola, Catalogna, Australia e Argentina), tre secondi posti (Spagna, Italia e Francia) e un terzo posto in Germania.

Nel 1999 si laurea campione del mondo della 250 con 309 punti; ottiene nove vittorie (Spagna, Italia, Catalogna, Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca, Australia,Sudafrica e Brasile), due secondi posti (Olanda e Imola), un terzo posto in Argentina e cinque pole position (Malesia, Francia, Olanda, Germania e Argentina).


Le classi 500 e MotoGPEdit

Gli anni con la Honda (2000-2003)Edit

Il 2000 è l'anno del passaggio alla classe 500 e del cambio di scuderia. Firma, infatti, un contratto con la Honda e convince la casa giapponese ad avere l'assistenza di Jeremy Burgess, esperto Capo tecnico. Anche lo sponsor principale, Nastro Azzurro, lo segue nella nuova avventura, supportandolo con lo staff Mkt e pr., che lo aveva seguito dall'anno della vittoria del primo campionato mondiale in 125. Nella stagione di esordio, vince due GP (Gran Bretagna e Brasile) ed è vicecampione del mondo con 209 punti, dietro a Kenny Roberts Junior; oltre alle due vittorie, ottiene tre secondi posti (Germania, Repubblica Ceca e Pacifico) e cinque terzi posti (Spagna, Francia, Catalogna, Portogallo e Australia).

Nel 2001, ultima stagione prima della sostituzione di questa classe con la MotoGP, vince il terzo titolo iridato; ottiene undici vittorie (Giappone, Sudafrica, Spagna, Catalogna, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Portogallo, Pacifico, Australia, Malesia e Brasile), un secondo posto in Olanda, un terzo posto in Francia, quattro pole position (Sudafrica, Spagna, Italia e Catalogna) e 325 punti iridati. Sempre nel 2001, si cimenta nella prova più importante del Mondiale Endurance per le case giapponesi, la 8 ore di Suzuka, imponendosi assieme all'allora compagno di marca (e pilota ufficiale Superbike Honda) Colin Edwards.

Il Motomondiale 2002 fu il primo della nuova classe MotoGP, caratterizzata dai nuovi motori 4 tempi da 990 cc. Rossi, alla guida della nuova RC211V a cinque cilindri, ottiene 11 vittorie (Giappone, Spagna, Francia, Italia, Catalogna, Olanda, Gran Bretagna, Germania, Portogallo, Brasile e Australia), quattro secondi posti (Sudafrica, Pacifico, Malesia e Comunità Valenciana), sette pole position (Giappone, Sudafrica, Spagna, Francia, Italia, Olanda e Gran Bretagna) e 355 punti iridati, che gli consentono di vincere il quarto titolo mondiale.

Nell'anno successivo vince nuovamente il titolo con 357 punti, nove vittorie (Giappone, Spagna, Italia, Repubblica Ceca, Portogallo, Brasile, Malesia, Australia e Comunità Valenciana), cinque secondi posti (Sudafrica, Francia, Catalogna, Germania e Pacifico), due terzi posti (Olanda e Gran Bretagna) e nove pole position (Giappone, Francia, Italia, Catalogna, Repubblica Ceca, Brasile, Malesia, Australia e Comunità Valenciana). In questa stagione ha concluso tutte le gare sul podio.


Campione con la Yamaha (2004-2005)Edit

Nella stagione 2004 Rossi passa dalla Honda alla Yamaha, seguito da quasi tutti gli elementi chiave della vecchia squadra, come il capotecnico australiano Jeremy Burgess, con lui sin dalla prima stagione in Honda nel 2000. Rossi vince il Motomondiale 2004 con 304 punti iridati, a dodici anni di distanza dall'ultima vittoria di un pilota Yamaha, lo statunitense Wayne Rainey. Nel corso della stagione ottiene nove vittorie (Sudafrica, Italia, Catalogna, Olanda, Gran Bretagna, Portogallo, Malesia, Australia e Comunità Valenciana), due secondi posti (Repubblica Ceca e Giappone) e cinque pole position (Sudafrica, Spagna, Olanda, Gran Bretagna e Malesia). In questa stagione il suo compagno di squadra è stato Carlos Checa.

Anche nel 2005 Rossi vince la competizione con 367 punti, divenendo campione del mondo con quattro gare di anticipo, a Sepang, il 25 settembre. Conquista 11 vittorie su 17 gare (Spagna, Cina, Francia, Italia, Catalogna, Olanda, Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca, Qatar e Australia), 16 podi complessivi (tre secondi posti (Portogallo, Malesia e Turchia) e due terzi posti (Laguna Seca e Comunità Valenciana). In questa stagione ha corso in coppia con Colin Edwards, che sarà suo compagno di squadra anche nei due anni successivi.

La crisi di risultati (2006-2007)

Il 2 agosto 2006, Rossi firma il rinnovo contrattuale con la Yamaha.

Nella stagione 2006 Rossi si classifica al secondo posto con 247 punti. Nell'ultima gara perde il primo posto in classifica, ottenuto all'Estoril, venendo definitivamente superato dal nuovo campione del Mondo Nicky Hayden, che viola l'imbattibilità quinquennale di Rossi. Ottiene comunque 5 vittorie (Qatar, Italia, Catalogna, Germania e Malesia).

Nel 2007 si classifica al terzo posto finale, dietro al nuovo campione del mondo della Ducati, Stoner, e al pilota dellaHonda Pedrosa. Vince quattro gran premi, nell'ordine: Jerez, Mugello, Assen e Estoril (dove dedica la vittoria a Colin McRae, scomparso il giorno precedente); arriva secondo a Losail, Shanghai, Montmeló e ottiene un altro podio aPhilip Island arrivando terzo ; ottiene inoltre dei piazzamenti di minor rilievo a Istanbul (decimo posto) e a Le Mans (sesta posizione). Nelle qualifiche dell'ultimo GP a Valencia, Rossi, a causa di una caduta, si procura un trauma multiplo alla mano destra. L'aiuto della clinica mobile gli consente di partecipare comunque alla gara, dalla quale però si ritira per un guasto elettronico. Durante quest'ultimo fine settimana avverrà la comunicazione ufficiale del suo passaggio alle gomme giapponesi Bridgestone, dopo diversi anni con le Michelin.

La rivincita (2008)

Nel 2008 è ancora in sella alla Yamaha. Nelle prime tre gare, Stoner, Pedrosa e il debuttante compagno di squadra Lorenzo si alternano sul gradino più alto del podio. Successivamente Rossi riconquista la prima posizione in classifica mondiale con tre vittorie consecutive nei gran premi di Cina, Francia ed Italia. Nel Gran Premio di Francia, a Le Mans, raggiunge le 90 vittorie in carriera, al pari di Angel Nieto.

A partire dal Gran Premio degli USA di Laguna Seca, Rossi conquista una serie di vittorie, a Brno, Misano Adriatico, Indianapolis e Motegi.

Il 22 giugno 2008 Valentino ha corso a Donington Park il suo 200º Gran Premio, giungendo secondo alle spalle di Casey Stoner; sullo stesso circuito, nel 2002, Rossi aveva raggiunto il traguardo dei 100 GP e, curiosamente, la vittoria numero 46.

Ad Indianapolis, dove il 14 settembre 2008 le moto gareggiano per la prima volta, Rossi conquista la vittoria che gli consente di superare, con 69 vittorie tra 500 e MotoGP, il record assoluto detenuto in precedenza da Giacomo Agostini. A Motegi Rossi, con tre gare di anticipo rispetto alla fine del campionato, torna a laurearsi campione del mondo, arrivando a 8 titoli iridati: 1 in 125, 1 in 250 e 6 tra 500 e MotoGP. Ottiene un'ulteriore vittoria a Sepang.

Tra i dati statistici, sono rilevanti il record di punti in una singola stagione (373), e 7 ulteriori piazzamenti sul podio: i secondi posti in Spagna, Catalogna, Gran Bretagna, Germania e Australia, e i terzi posti in Portogallo e a Valencia; ottiene anche due pole positions (Mugello e Indianapolis).


Il nono titolo iridato (2009) [modifica]Edit

La stagione 2009 inizia con due secondi posti, in Qatar (dietro a Stoner) e in Giappone (gara in cui parte dalla pole ma giunge alle spalle di Lorenzo), e la vittoria in Spagna a Jerez.

Nella gara successiva, a Le Mans, giunge sedicesimo al traguardo, fuori dalla zona punti; ritorna sul podio, ottenendo un terzo posto, al Mugello (Gran Premio del quale aveva vinto le precedenti sette edizioni) e ottiene la vittoria in Catalogna, dopo una gara combattuta con Lorenzo e un sorpasso all'ultima curva.


Il 27 giugno 2009, in occasione del Gran Premio d'Olanda ad Assen, Rossi ottiene la sua centesima vittoria in carriera, festeggiata con l'ostensione, al termine della gara, di uno striscione recante le foto di tutte le vittorie da lui ottenute sino ad allora.

A Laguna Seca ottiene il secondo posto alle spalle di Pedrosa e davanti a Lorenzo e Stoner, mentre in Germania conquista la pole sul bagnato e la vittoria in gara dopo un duello col compagno di squadra. Nel Gran Premio di Gran Bretagna, dopo aver ottenuto la pole position, conclude la gara al quinto posto, dopo esser stato vittima di una caduta mentre si trovava in testa.

La stampa sportiva ha erroneamente annunciato [2] che il 19 luglio 2009, sul circuito del Sachsenring, Valentino Rossi avesse eguagliato il record assoluto diGiacomo Agostini, conquistando il podio numero 159 della sua carriera. Tale equivoco scaturì dal mancato computo dei risultati ottenuti dal campione bergamasco nella Formula 750 che, dal 1977 al 1979, era compresa nelle classi del Motomondiale. Su 190 Gran Premi disputati, Agostini ha conquistato 162 podi e 123 vittorie. Rossi ha poi conquistato il 163º podio, alla 223ª gara disputata, arrivando 3º nel Gran Premio motociclistico della Malesia 2009.

In Repubblica Ceca conquista pole e vittoria, davanti a Pedrosa, con i due principali rivali per la lotta iridata fuori causa (Lorenzo infatti è caduto, mentre Stoner non ha preso parte a questa e alle successive due gare a causa di problemi fisici).

Nel Gran Premio di Indianapolis, invece, cade, mentre Lorenzo conquista la vittoria; la settimana successiva, nel Gran Premio di San Marino, Rossi ottiene pole position e vittoria, precedendo i rivali diretti per il titolo, Lorenzo e Pedrosa. Nel Gran Premio del Portogallo ottiene invece il quarto posto, alle spalle di Lorenzo, Stoner (appena rientrato dall'infortunio) e Pedrosa.

A Phillip Island Rossi giunge secondo, dietro a Stoner, mentre Lorenzo è vittima di una caduta nelle prime fasi della gara; la giornata è stata tuttavia condizionata da un lutto familiare: infatti, da poche ore era a conoscenza del suicidio del secondo marito di sua madre.

Il cospicuo vantaggio guadagnato sul secondo in classifica, Jorge Lorenzo, ha consentito a Valentino Rossi di laurearsi per la nona volta campione del mondo nella gara successiva, il Gran Premio della Malesia,[3]caratterizzata dal maltempo; Rossi conclude al terzo posto, dopo esser partito dalla pole, dietro a Stoner e Pedrosa, ma davanti Lorenzo.

Il 25 ottobre 2009, dopo la conquista del suo nono titolo mondiale, Rossi ha eguagliato Carlo Ubbiali e Mike Hailwood, conseguendo un numero di titoli mondiali inferiore solo a quelli vinti da Giacomo Agostini eAngel Nieto.

La stagione si conclude con la piazza d'onore alle spalle di Pedrosa nel Gran Premio della Comunità Valenciana, davanti al compagno di squadra.


L'ultimo anno in Yamaha (2010)Edit

La stagione 2010 inizia con una vittoria in Qatar, davanti al compagno di team Jorge Lorenzo e ad Andrea Dovizioso (team ufficiale HRC), vittoria favorita anche dalla caduta di Stoner, che sino ad allora era al comando della gara. In Spagna si classifica terzo, mentre in Francia arriva secondo dopo essere partito dalla pole position. Tuttavia il 5 giugno, durante le prove del Gran Premio d'Italia presso il circuito del Mugello, Valentino cade a causa di un high side, riportando la frattura scomposta ed esposta di tibia e perone, infortunio per il quale subisce un intervento chirurgico presso il CTO di Firenze. Nonostante si prospettassero lunghi tempi di recupero (la prognosi iniziale era di almeno due mesi[4]), Rossi è riuscito a tornare in sella a una moto, sebbene ancora claudicante e costretto all'utilizzo delle stampelle, a poco più di un mese dall'infortunio.[5][6] Il ritorno alle competizioni avviene al Gran Premio di Germania, che si è disputato il 18 luglio presso il circuito del Sachsenring, dopo aver ricevuto l'autorizzazione a correre da parte dei medici del circuito.[7] L'infortunio non gli ha consentito di prender parte a quattro Gran Premi, vinti da Pedrosa (Italia) e Lorenzo (Gran Bretagna, Olanda e Catalogna). Durante l'assenza è stato sostituito dal collaudatore giapponese Wataru Yoshikawa.

E proprio in Germania Rossi ottiene un quarto posto, dopo un'accesa lotta con Stoner, negli ultimi giri della gara, per il gradino più basso del podio, quindi la settimana successiva, nel Gran Premio degli Stati Uniti, riesce a ottenere un altro terzo posto.

Al termine della pausa estiva, Rossi ottiene il quinto posto nel Gran Premio della Repubblica Ceca ed il quarto ad Indianapolis; a Misano, invece, conquista il terzo posto, al termine di una gara funestata dall'annuncio della morte del centauro giapponese Shoya Tomizawa a seguito dei gravi traumi riportati in un incidente nella gara di Moto 2, svoltasi immediatamente prima della MotoGP.

Nel nuovo Gran Premio d'Aragona, disputato in sostituzione della prova ungherese, giunge sesto. Nella gara successiva, il Gran Premio del Giappone a Motegi, Rossi, dopo un duello serrato con Lorenzo, riesce a salire sul gradino più basso del podio, mentre la settimana successiva, in Malesia, torna a vincere, precedendo sul traguardo Dovizioso e Lorenzo, laureatosi matematicamente campione del mondo.[8] È terzo inAustralia una settimana dopo, mentre in Portogallo occupa la piazza d'onore. Conclude il motomondiale 2010 e la sua esperienza con la Yamaha conquistando il gradino più basso del podio al Gran Premio della Comunità Valenciana, piazzamento che gli vale il terzo posto nella classifica iridata dopo Lorenzo e Pedrosa e immediatamente davanti a Stoner.


Il passaggio in Ducati (2011)Edit

Nel dopo-gara del Gran Premio della Repubblica Ceca 2010 è stato dato l'annuncio ufficiale del passaggio del centauro di Tavullia dalla Yamaha alla Ducati per le stagioni 2011 e 2012.[10]

La stagione inizia con un settimo posto in Qatar,[11] alle spalle di Spies. Due settimane dopo, in Spagna a Jerez, ottiene un quinto posto, dopo essere caduto mentre lottava per le primissime posizioni, in una gara condizionata dalla pioggia e dal pesante degrado degli pneumatici, coinvolgendo nella caduta anche Casey Stoner.[12]

In Portogallo all'Estoril Rossi ottiene il quinto posto, sorpassato sul traguardo da Andrea Dovizioso per soli 25 millesimi di secondo.[13] Due settimane dopo, in Francia a Le Mans, Rossi ottiene il suo primo podio con la Ducati, giungendo terzo al traguardo alle spalle di Stoner e Dovizioso.[14] In Catalogna ottiene invece un quinto posto alle spalle sempre di Dovizioso.[15] Curioso notare come in Catalogna, Valentino abbia fatto registrare lo stesso tempo di Casey Stoner dell'anno precedente (sempre suDucati Desmosedici): 43' 27,150 di Rossi contro il 43' 27,761 di Stoner, ma con differenti caratteristiche climatiche.[16] La settimana successiva, in Gran Bretagna aSilverstone si piazza invece al sesto posto, dopo esser partito dalla 13° posizione, dietro al compagno di squadra Nicky Hayden, con un ritardo di 1' 04,526 da Stoner.[17]In Olanda,sul circuito di Assen arriva quarto, alle spalle di Dovizioso,[18] mentre la settimana successiva in Italia al Mugello ottiene un sesto posto a 26" 450 dal primo classificato, Jorge Lorenzo.[19] In Germania si piazza al nono posto. A Laguna Seca si piazza sesto dopo essere partito in settima posizione, alle spalle di Andrea Dovizioso e appena avanti al compagno di squadra Nicky Hayden. Nella gara successiva in Repubblica Ceca ottiene un sesto posto, mentre ad Indianapolis giunge al traguardo in decima posizione. Una settimana dopo, nel Gran Premio di San Marino ottiene la settima posizione. In Aragona ottiene nuovamente il decimo posto, mentre in Giappone cade e si ritira, stessa cosa succede in Australia caduto a 15 giri dal termine.

Il 23 ottobre 2011, durante il 2° giro del Gran Premio della Malesia, rimane coinvolto insieme a Colin Edwards nell'incidente che porta alla morte Marco Simoncelli, gara che dopo l'incidente verrà prima sospesa e poi annullata. Due settimane dopo, nell'ultimo appuntamento del Motomondiale 2011, il GP della Comunità Valenciana, finisce la gara anticipatamente a causa di un contatto con Alvaro Bautista, pilota Suzuki, che ne causa la caduta durante il primo giro.

Termina la stagione al 7° posto con 139 punti, per la prima volta mai vincitore di un gran premio in una singola stagione.

Rivalità fra BIaggi e RossiEdit

Tra la fine degli anni novanta e la metà dei duemila, le competizioni del motomondiale sono state caratterizzate dalla rivalità sportiva tra i due principali piloti motociclistici italiani: Valentino Rossi e Max Biaggi.

Il rapporto tra i due fuoriclasse è stato per anni al centro dell'attenzione della stampa specialistica, venendo soprannominato all'estero spaghetti duel, o sfida degli spaghetti. La loro rivalità s'incentrava anche sui loro soprannomi: il corsaro per Biaggi e the Doctor per Rossi.


Gli iniziEdit

L'inizio della rivalità viene fatta risalire alla gara della Classe 125 disputata sul circuito del Mugello nel 1997 e vinta da Valentino Rossi[2].

Rossi era solito festeggiare le vittorie con esibizioni e gesti goliardici in omaggio ai suoi tifosi: in quell'occasione Rossi percorse il "giro d'onore" portando con sé sulla motocicletta una bambola gonfiabile con sopra la scritta Claudia Skiffer[3] (il nome fu modificato per evitare problemi giudiziari).

In quel periodo, Biaggi era al centro dell'attenzione sui rotocalchi rosa, per via di una relazione con la modella Naomi Campbell e il giro di pista con la bambola fu una chiara allusione ironica al "divismo" di Biaggi.[4]

Rossi in alcune interviste venne paragonato a Biaggi, per via dei suoi trionfi sulle moto da 125cc così come Biaggi dominava da anni la 250cc. Quando un giornalista chiese a Rossi se si sentisse "il Biaggi della 125cc", rispose:

« Io il Biaggi della 125? Casomai lui è il Rossi della 250...[5]»

È un continuo inseguimento tra i due: quando Rossi approda in 250, Biaggi è in 500. Nel 1998 Rossi comincia male, qualche caduta e dissapori con l'Aprilia. Le vittorie cominciano ad arrivare e l'anno successivo il mondiale sulla moto che tanti successi aveva dato al romano.

La rivalità continuò a distanza fino al 2000, anno in cui entrambi i piloti disputarono il mondiale 500cc, e proseguì nel 2001, l'ultimo anno prima del cambio di denominazione in MotoGP.

La rivalità in pistaEdit

Biaggi nel 2001 era reduce da alcune stagioni povere di successi, attribuibili, a suo dire, in gran parte all'inadeguatezza tecnica della propria Yamaha, mentre la stampa ne cominciava a legare il declino al sempre maggiore avvicinamento al mondo dello star-system. Rossi invece, nonostante fosse arrivato da poco alle moto di grande cilindrata con la Honda, stava già raccogliendo successi ed era già all'apice della carriera.

Sin dall'inizio del campionato 2001 Biaggi e Rossi erano considerati tra i favoriti per la vittoria finale: alla rivalità personale tra i piloti si aggiungeva la storica rivalità tra le case motociclistiche giapponesi.

Durante la prima gara del campionato, il GP del Giappone disputato l'8 aprile, in gara, dopo alcuni tentativi di sorpasso, Rossi tentò un ulteriore attacco ai danni di Biaggi all'esterno dell'ultima curva dopo la chicane, venendo però fermato da quest'ultimo con un gesto ai limiti del regolamento: Biaggi allargò il gomito, causando un pericoloso fuoripista di Rossi, che rientrando indenne in pista, nel giro successivo alla prima curva sferrò un sorpasso ai limiti del regolamento, sfiorando pericolosamente la leva del freno anteriore di Biaggi, sorpasso avvenuto fortunatamente senza conseguenze. Dopo aver superato Biaggi, Rossi rivolse all'avversario un gesto della mano con il dito medio alzato.

Nelle interviste del dopogara, Rossi attribuì l'urto ad un atto volontario di Biaggi, e confermò l'intento sprezzante del gesto rivolto all'avversario dopo il sorpasso. Biaggi invece giustificò il gesto come "manovra istintiva" al fine di evitare la collisione tra le due moto e conseguente probabile bloccaggio del freno anteriore di Rossi, quindi un normale contatto in gara. Il fatto fu oggetto di un'accurata inchiesta della Federazione Motociclistica Internazionale che ritenne l'accaduto privo di scorrettezze, e se Rossi ribadì di considerare corretto il proprio comportamento, Biaggi dichiarò di considerare la questione chiusa.

Le acque si calmarono fino al GP di Barcellona, disputato il 17 giugno dello stesso anno, che si concluse con tre italiani sul podio: Rossi, Biaggi e Capirossi. Finita la gara, i tre piloti si recarono al podio sopraelevato per la premiazione: Biaggi, salendo sulla stretta scala d'accesso, urtò[senza fonte] (non si sa se involontariamente o meno) Gibo Badioli, manager e grande amico di Rossi. Badioli spintonò a sua volta Biaggi, il quale rispose con un altro spintone, quindi venne lanciata una bottiglietta d'acqua su Biaggi, mentre nel frattempo Rossi rivolse una frase offensiva nei confronti di Biaggi che, aggredito sia verbalmente che fisicamente da più persone, ebbe una poco felice reazione ai danni di Rossi, causando una rissa tra i due piloti italiani, fortunatamente separati dai dirigenti di gara prima di arrivare allo scontro fisico.[6] Il presidente della federazione internazionale, in seguito a questi gesti antisportivi, si rifiutò di consegnare i premi vinti.[senza fonte]

Dopo l'episodio, Rossi attribuì il proprio coinvolgimento al comportamento di Biaggi, mentre quest'ultimo giustificò la propria posizione come conseguenza di quelle che definì come le provocazioni causate volontariamente da Badioli e Rossi, ma soprattutto dalla presenza dello stesso Badioli in un'area dove non avrebbe dovuto esserci nessuno oltre ai piloti, come da regolamento[senza fonte]. Entrambi i piloti chiamarono in causa la tensione del momento, e si dichiararono amareggiati. La Federazione di nuovo minacciò sanzioni, ma non intervenne: prima della gara successiva del GP di Assen, i due piloti si strinsero la mano e dichiararono che la vicenda era finita.

Rossi e Biaggi condussero il campionato lottando per le prime posizioni, ma senza altri screzi, finché dopo la pausa estiva Rossi riuscì a distanziare defintivamente l'avversario per via di due cadute nel gran premio di Brno e dell'Estoril. Rossi vinse il titolo iridato con due gare d'anticipo, al GP d'Australia.

Moto GPEdit

La rivalità tra i due continuò anche con l'introduzione della classe MotoGP con motori quattro tempi da 1000cc. Infatti nel GP d'Inghilterra 2002 sul circuito di Donington, grazie al vantaggio su Biaggi, per festeggiare la vittoria salutando il pubblico in maniera bizzarra, Rossi passò molto lentamente sotto la bandiera a scacchi, seduto trasversalmente sul serbatoio e senza appoggio su pedane e manubri di sterzo, non in traiettoria di percorrenza. Nel frattempo, Biaggi sopraggiunse da dietro velocemente fuori dalla traiettoria percorsa normalmente in quel rettilineo fino alla bandiera a scacchi, passando molto vicino a Rossi con abbondante differenza di velocità. L'accaduto infastidì Rossi che, nell'intervista per la TV italiana, rivolse una frase poco felice nei confronti di Biaggi:

« Biaggi è solito fare queste stronzate, evidentemente gli tira il culo arrivare dietro tutte le domeniche[7]»

Biaggi invece si giustificò affermando di essere sopraggiunto ad alta velocità perché era ancora in gara e per non farsi superare da Alex Barros che si trovava subito dietro. Rossi accettò quindi la giustificazione, scusandosi con Biaggi. Dopo un periodo di sane battaglie agonistiche tra cui alcune epiche, come i GP di Germania, Repubblica Ceca e Sud Africa tra 2003 e 2004, nel GP d'Italia 2005, i due piloti italiani ingaggiarono un ultimo memorabile duello a suon di sorpassi, in cui entrambi furono anche autori di lecite "manovre furbe" e "gesti piccanti" ai danni dell'avversario, con un sorpasso in cui Biaggi, in piena curva, si voltò a guardare Rossi "in faccia" in segno di sfida. Duello che alla fine si risolse, con la vittoria di Rossi e una sportiva stretta di mano finale tra i due campioni che, dall'anno successivo videro divise le loro strade, in quanto Biaggi non trovò più alcun ingaggio in moto GP.

Altre manifestazioniEdit

Durante la premiazione dei Caschi d'oro di Motosprint all'Hotel Carlton, durante il Motorshow di Bologna del 2003, vi fu un nuovo screzio tra Biaggi e Rossi: mentre il primo parlava dal palco, un compagno di tavolo del pilota marchigiano scoppiò in una risata. Biaggi chiese alla persona "Che cazzo ridi?", ma l'episodio si concluse rapidamente, venendo tuttavia ingigantito in seguito dalla stampa[senza fonte].

Ad inizio del gennaio 2006 entrambi si cimentarono a bordo di una F1. Biaggi provò infatti a Silverstone la Midland (con la quale si pensava fosse in trattativa per un ruolo di collaudatore) mentre Rossi la Ferrari, nei test ufficiali di Valencia. Il pesarese commise però un grave errore durante il primo giro e di ciò approfittò Biaggi per deriderlo[senza fonte], ricordandogli che lui aveva guidato con pioggia senza alcuna sbavatura.

Nel 2007, dopo il Gran Premio della Turchia di MotoGP, Biaggi dichiarò: "Rossi? Ha fatto ridere" per via delle sue polemiche contro Toni Elías ricordando il suo contatto con Sete Gibernau a Jerez 2005[8][9].

Nel 2008, durante la gara del mondiale Superbike di Misano, alla domanda del giornalista sulla Superbike, Rossi dichiarò: "la Superbike mi piace, c'è molta lotta e le gomme finiscono presto". "Se ci correrei mai? beh forse quando sarò troppo vecchio per la MotoGP". Non si fece attendere la replica di Biaggi che dichiarò: "mi piacerebbe vedere Rossi in Superbike, contrariamente alla MotoGP, queste sono gare vere e genuine, dove si fanno pochi complimenti nei sorpassi"[senza fonte].

Negli ultimi anni, tuttavia, la rivalità tra i due piloti sembrerebbe essersi affievolita. Diverse volte si sono scambiati messaggi di stima e rispetto reciproco attraverso i media. Dopo il GP di Montmelò del 2009, nel corso del quale Rossi si aggiudicò la vittoria superando Lorenzo all'ultima curva, fu chiesto a Biaggi cosa ne pensasse di tale manovra. Il romano parlò di "un sorpasso da fenomeno"[10]. Più recentemente Biaggi parlando della sua rivalità con Rossi ha affermato di essere disposto a lasciarsi alle spalle gli attriti che hanno caratterizzato il loro rapporto. Il romano giustificava questa sua nuova presa di posizione nei confronti del rivale sostenendo che sono entrambi divenuti persone mature e non partecipando più al medesimo campionato del Mondo, non vi è alcuna ragione per cui continuare sulla falsa riga degli anni passati. Biaggi ha riconosciuto le qualità e i meriti di Rossi sostenendo che potrebbe aver svolto un lavoro migliore del suo. Infine ha paragonato la loro rivalità a quella tra Bartali e Coppi, considerandola nel suo complesso un elemento positivo per il motociclismo in quanto avrebbe fatto riguadagnare popolarità a questo sport[11] [12]. Rossi dal canto suo ha piu` volte dato prova di una certa distensione nei confronti di Biaggi tant'è che nel 2010, quando il romano si laureò Campione del Mondo della SBK, gli fece i complimenti senza alcun tipo di accenno polemico.


La questione fiscale Edit

Il 3 agosto 2007 l’Ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate contesta a Rossi compensi non dichiarati per 58.950.311 euro, relativi al periodo 2000-2004. Considerando Irpef, Irap e Iva, l’evasione fiscale è pari a 43,7 milioni di euro. Il fisco chiede anche il pagamento delle sanzioni e degli interessi, per un totale complessivo di 112 milioni di euro. Per tutti e 5 gli anni in questione, Rossi aveva presentato una dichiarazione Irpef con un reddito inferiore a quello reale. Lo stesso dicasi per l’Irap e l'Iva del 2000, mentre per il quadriennio 2001-2004 non ha presentato alcuna dichiarazione Irap e Iva.

Il pilota si è difeso affermando di aver rispettato la legge e di aver pagato tutte le imposte dovute nel Regno Unito, dove risulta residente.

Nel febbraio del 2008 è stata resa nota la notizia che Rossi ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate patteggiando il pagamento di 19 milioni di euro per il periodo 2000-2004 e 16 milioni per il periodo 2005-2006: trenta milioni legati ai guadagni del periodo e 4,8 milioni legati alla mancata dichiarazione.[20] Per eliminare le sue pendenze anche nei confronti della magistratura, nel maggio del 2009 Rossi chiede alla Procura di Pesaro un patteggiamento a sei mesi di reclusione, anche se non sconterà mai tale pena né il suo nome verrà menzionato nel casellario giudiziario.

Rally e Formula 1 Edit

Appassionato di automobilismo, Rossi ha gareggiato in una prova del campionato mondiale di rally WRC, nel 2002, a bordo di una Peugeot 206 WRC, in occasione del Rally d'Inghilterra senza però terminare la gara a causa di un'uscita di pista dopo poche curve. Da qualche anno partecipa anche al Monza Rally Show (di cui ha vinto l'edizione del 2006 e del 2007 su Ford Focus RS WRC in coppia con Carlo Cassina, ed ha ottenuto un onorevole secondo posto nel 2008 tanto nel rally quanto nel Master Show, alle spalle rispettivamente di Dindo Capello e di Piero Longhi) ed al memorial Bettega del Motorshow di Bologna. Al secondo tentativo di partecipazione ad una prova del mondiale rally WRC, è giunto 11º al rally di Nuova Zelanda disputato dal 17 al 19 novembre 2006 a bordo di una Subaru Impreza WRC. Nel dicembre del 2008 partecipa all'ultima prova del campionato, ossia il Rally del Galles, e a bordo di una Ford Focus RS WRC riesce a concludere la gara 12º.

Inoltre, sempre più spesso negli ultimi anni si è parlato della possibilità di un suo passaggio alla Formula 1 con la Ferrari, con la quale ha effettuato diversi test sulle piste di Fiorano e del Mugello: Michael Schumacher lo ha elogiato, dicendo che potrebbe fare tranquillamente il pilota di F1. Rossi nel 2006 ha sfidato Fernando Alonso in una gara a somma di tempi in MotoGP, F1 e Rally, sul circuito di Barcellona, l'unico al mondo dove si svolgono tutte e tre le gare, dopo che il pilota spagnolo aveva minimizzato i risultati del pesarese ottenuti nella sessione di prove sulla Ferrari a Valencia.

Rossi nella cultura popolareEdit

Rossi gode di grande popolarità tra gli appassionati di motociclismo e tra i giornalisti per il suo carattere estroverso. Famose sono le sue trovate per festeggiare le vittorie assieme ai membri del fan club, che lo accompagnano nelle gare del mondiale (un gruppetto di amici "storici", ai quali Rossi stesso paga metà del costo della trasferta per seguirlo).

Nel 2002 ha ricevuto delle minacce da un movimento anarchico italo-spagnolo (che in quei giorni aveva inviato pacchi bomba contro importanti obiettivi iberici tra i 2 paesi) perché "reo" di avere stampato, su moto e tuta, il nome dell'azienda petrolifera Repsol (per la quale aveva girato uno spot in Spagna)[23].

Il 31 maggio 2005 ha ricevuto una laurea magistrale honoris causa in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. CPO[24] dall'Università degli Studi di Urbino"Carlo Bo".

Alla fine del 2005, la Mondadori ha pubblicato Pensa se non ci avessi provato, autobiografia del pilota, scritta con il giornalista Enrico Borghi.

Nel 2007 è uscito in DVD il video fumetto realizzato insieme a Milo Manara, dal titolo Quarantasei, in cui lui doppia se stesso.

Sia nel 2008 sia nel 2009, la squadra calcistica dell'Inter, di cui è noto tifoso, si è complimentata per le sue vittorie iridate attraverso il proprio sito internet.[25][26]

Nel marzo 2010, il Ministro degli Affari Esteri italiano Franco Frattini ha consegnato a Valentino Rossi il primo Winning Italy Award per il suo contributo alla valorizzazione dell'immagine dell'Italia nel mondo.


Palmarès Edit

Altri premi Edit

Laureus Spirit of Sport: 2006
Laureus World Comeback of the Year: 2011
Premio speciale di platino per lo sport: 2008
  • Diploma d'Onore: 2008

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