FANDOM


Roberto benigni

Roberto Remigio Benigni (Castiglion Fiorentino, 27 ottobre 1952) è un attore, comico, regista, personaggio televisivo, scrittore, cantante e sceneggiatore italiano.

Fra i numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, vanta il ricevimento di due premi Oscar come miglior attore e per il miglior film La vita è bella e la candidatura al Premio Nobel per la letteratura 2007[1] (principalmente per l'impegno profuso in favore della diffusione della Divina Commedia di Dante Alighieri). È stato il primo attore a vincere ilPremio Oscar per un ruolo da protagonista in un film in lingua straniera dopo quello vinto da Sophia Loren nel 1962.

Noto e popolare monologhista teatrale, dalla comicità ironica e dissacrante, è diventato personaggio pubblico tra i più noti e apprezzati in Italia e nel mondo. Le sue apparizioni televisive mettono in scena un carattere gioioso e irruente, facendo leva sulla sovversione del clima dei programmi di cui è ospite. Benigni si è impegnato come lettore, interprete a memoria e commentatore della Divina Commedia di Dante Alighieri, ricevendo consensi di pubblico e critica.

Infanzia, adolescenza e giovinezzaEdit

Roberto Remigio Benigni nasce a Castiglion Fiorentino nella frazione di Manciano La Misericordia in Val di Chiana provincia di Arezzo, il 27 ottobre 1952 da Luigi Benigni (19192004) e Isolina Papini (19192004), entrambi contadini.[2][3][4] Roberto è il più giovane dopo le sorelle Bruna (1945), Albertina (1947) e Anna (1948), di carattere allegro ed espansivo sin da giovanissimo, si trasferisce nel 1958 con tutta la famiglia a Prato, nella frazione di Vergaio, dove vive tuttora la sua famiglia di origine.

Iscritto dapprima in un seminario fiorentino, lo abbandona dopo l'alluvione del 4 novembre 1966, per compiere gli studi secondari nell'istituto tecnico commerciale Datini di Prato conseguendo il diploma di ragioniere. La sua vera grande passione è però lo spettacolo. Nel 1983 durante le riprese di Tu mi turbi conosce l'attrice cesenate Nicoletta Braschi che diventerà sua moglie il 26 dicembre 1991 con una cerimonia privata; da quel momento l'attrice sarà praticamente presente in tutti i film diretti dal marito.

CarrieraEdit

Prime esperienzeEdit

Dopo avere iniziato come cantante e musicista debutta sul palcoscenico nel dicembre del 1971, non ancora ventenne, al Teatro Metastasio di Prato con lo spettacolo Il re nudo di Evgenij L'vovič Švarc, diretto daPaolo Magelli. A Firenze fa la conoscenza fondamentale di Luigi Delli, Carlo Monni e Donato Sannini e successivamente gli viene presentato dai suddetti Marco Messeri, col quale si avvia - i due durante i settanta portano in scena in coppia vari spettacoli (Bertoldo Azzurro, Mi Voglio Rovinare, Pa ra pa pà, Scherzo di Mano etc) scritti e diretti dallo stesso Messeri - verso forme di spettacolo comico d'avanguardia, di scherzo popolare da strada. Intanto, nell'autunno del 1972, Benigni si trasferisce a Roma.

Qui collabora anche con Lucia Poli nella compagnia Beat '72 nel Teatro dei Satiri e nel Teatro San Genesio, partecipando a diversi spettacoli; di alcuni cura anche la regia. Nel 1975 fa un incontro fondamentale per la sua carriera, con Giuseppe Bertolucci, che scrive per lui il monologo Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, che ottiene grandissimo successo dapprima al Teatro Alberico di Roma e portato poi su tutti i palcoscenici italiani.

Il personaggio di contadino toscano che egli delinea, in gran parte autobiografico, contiene già l'ambivalenza che caratterizza anche in seguito le sue interpretazioni: da un lato, una smisurata esuberanza gestuale e soprattutto verbale, che ricorre volentieri all'eloquio plebeo e all'aperta irriverenza verso qualsiasi forma di autorità; dall'altro lato un candore quasi infantile, che lascia spesso intravvedere una vena di surreale e malinconica poesia. Nel 1976 viene invitato al Premio Tenco che contribuirà in modo notevole alla sua affermazione e a cui parteciperà anche nel 1977, 1979, 1981 e 1986.

Provocazioni con Giuseppe BertolucciEdit

Il personaggio di Cioni suscita anche grande scandalo e molti interventi censori, nella serie televisiva Onda libera (il cui titolo originale sarebbe dovuto essere Televacca), e Vita da Cioni, approdando infine al cinemanel 1977 nel film, diretto e sceneggiato dallo stesso Giuseppe Bertolucci, Berlinguer ti voglio bene, che ne asseconda l'estrema mobilità e la loquacità incontenibile. La pellicola attraversa numerose traversie, prima di affermarsi presso una parte di pubblico e critica come un film cult. I censori dell'Italia democristiana dell'epoca avversano la pellicola, impedendone la diffusione in molte sale. Benigni non trova un forte supporto, anche da parte della critica specializzata, che non si schierò con l'artista.

[1][2]Benigni al Festival di Sanremo 1980 mentre premia Toto Cutugno affiancato da Olimpia Carlisi

L'immagine del primo Benigni si forma dunque come personaggio scomodo e ribelle, di nicchia, osteggiato da una parte ed amato dall'altra, imprevedibile e sempre capace di provocare sorprese e, a volte, choc. Simpatizzante del Partito Comunista Italiano, il 18 settembre 1983 apparve alla Festa de l'Unità di Reggio Emilia, dove prese in braccio e dondolò il leader Enrico Berlinguer, persona molto seria. Fu un fatto senza precedenti; fino ad allora, i politici italiani erano noti per la loro seriosità e formalità, e Berlinguer era forse il più serio di tutti. L'evento segnò una svolta, dopo la quale i politici sperimentarono nuovi modi, frequentando anche manifestazioni meno formali e in generale modificando lo stile della loro vita pubblica verso un'apparenza più familiare.

Durante il Festival di Sanremo 1980, di cui è presentatore, scandalizza il pubblico inscenando un bacio appassionato, in diretta televisiva, con la conduttrice Olimpia Carlisi, ma soprattutto fa storia il suo epiteto Wojtilaccio, una via di mezzo tipicamente toscana, tra l'irriverente e l'affettuoso per apostrofare il Papa venuto dall'Est,Giovanni Paolo II. In seguito compare ancora in televisione, come ospite d'onore in spettacoli condotti da Pippo Baudo (ancora al Festival di Sanremo del 2002) eRaffaella Carrà, nonché nei talk-show americani, soprattutto quello, popolarissimo, di David Letterman.

Con Bertolucci collaborerà ancora nel 1983 con un'antologia di spettacoli tenuti dal comico nelle piazze e nei teatri di tutta Italia, Tuttobenigni, replicata poi invideocassetta nel 1996 con Tuttobenigni 1995/96. È proprio tramite Bertolucci che Benigni entra in contatto con lo sceneggiatore Vincenzo Cerami col quale affronterà la fase più matura della carriera.

I primi successi e la televisioneEdit

Mentre prosegue l'attività cinematografica in ruoli di secondo piano, tranne nel ruolo da protagonista di un bizzarro maestro elementare nel film Chiedo asilo di Marco Ferreri, nel 1978 partecipa al programma televisivo di Renzo Arbore L'altra domenica, nelle vesti di uno stralunato e improbabile critico cinematografico. La collaborazione con Arbore continua con altri due film: Il pap'occhio del 1980 e FF.SS. del 1983 nel primo si racconta l'inaugurazione di un fantomatico, e in grande anticipo sui tempi, Centro Televisivo Vaticano: la seconda è un viaggio goliardico nei vizi dell'Italia degli anni ottanta compiuto da una donna delle pulizie, raccontato in una fantomatica sceneggiatura volata via dallo studio di Federico Fellini.

Entrambe le pellicole si attirano i fulmini censori e le ire del maestro riminese, che tenterà un'azione legale contro il regista. Benigni soprattutto nella prima pellicola è letteralmente scatenato: da antologia le scene sul balcone papale, dove il nostro si affaccia al posto del Pontefice, e soprattutto l'impagabile monologo con l'affresco del Giudizio Universale, dapprima tagliato dalla censura e poi riproposto integralmente nel 1998, alla pubblicazione in videocassetta. Nel febbraio 2005 Benigni torna ancora insieme ad Arbore in televisione come ospite a sorpresa in un suo programma di grande successo, Speciale per me - meno siamo meglio stiamo, dove recita un canto della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Il 27 ottobre 2005, inoltre, è ospite della trasmissione Rockpolitik, accanto ad Adriano Celentano e Luisa Ranieri, dove si esibisce in un monologo di tre quarti d'ora sulla libertà di espressione, riproponendo, in una versione tutta personale e aggiornata all'attualità politica del momento, una celebre scenetta del film Totò, Peppino e la malafemmina (in cui il Principe de Curtis dettava una strampalata lettera a Peppino). Per finire poi con citazioni su libertà e democrazia tratte da Voltaire e Socrate.

Dietro la macchina da presa e l'incontro con TroisiEdit

Nel 1983 inizia la sua carriera di regista cinematografico con Tu mi turbi, film in quattro episodi dove ha ancora modo di mostrare la sua incontenibile verve nella scena famosa della guardia al Milite Ignoto. Il film viene apprezzato da pubblico e critica, quest'ultima però accoglie tiepidamente la sua prova dietro la macchina da presa.

Grandissimo successo al botteghino e di cassetta lo ottiene poi, nel 1984, Non ci resta che piangere, scritto, diretto ed interpretato con Massimo Troisi, pieno di gag e tormentoni entrati nel linguaggio comune e divenuti immortali. I due comici, grandi amici, simili per l'uso personale della parola e della mimica e per il ricorso al dialetto, ma anche profondamente diversi per l'appartenenza a due universi culturali tra loro assai distanti, appaiono come complementari in questo che restò il loro unico film recitato in coppia.

Benigni negli Stati UnitiEdit

Sbarcato per la prima volta negli Stati Uniti d'America, recita in tre film diretti dall'amico Jim Jarmusch: Daunbailò (Down by law) del 1986, nella serie di cortometraggi Coffee and Cigarettes del 1987 - ampliata e riproposta nel 2004 - dove l'attore toscano si cimenta col mondo cupo e soffocante dell'emarginazione nelle metropoli americane e in Taxisti di notte del 1991, film ad episodi nel quale recita, in una Roma spenta e desolata, la parte di un tassista toscano che uccide un prete con la sua scabrosa confessione su amori non proprio ortodossi. Pellicole diventate cult per molti cinefili. Ruolo più brillante, invece, quello che affronta con Blake Edwards nel 1993, nel nuovo film della serie della Pantera Rosa intitolato Il figlio della Pantera Rosa, dove gli viene affidata la parte del figlio dell'ispettore Clouseau, l'indimenticabile Peter Sellers.

Gli anni novantaEdit

Nel 1988 inizia una proficua collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami in quattro pellicole da lui anche prodotte per la sua Melampo Cinematografica che ottengono uno straordinario successo di pubblico: nella prima, Il piccolo diavolo, recita al fianco di Walter Matthau; nella seconda, Johnny Stecchino si sdoppia in due personaggi e nella terza, Il mostro, allude certamente al famigerato mostro di Firenze per i delitti del quale in quegli anni si celebrava il processo a Firenze. In questi film mette a tacere la sua vena più aggressiva e popolana per concentrarsi, sempre con lo strumento comico dell'equivoco, su tematiche scottanti e attuali come appunto il mostro di Firenze e il fenomeno del pentitismo mafioso.

Nel 1990 ha invece l'occasione di recitare in un film diretto da Federico Fellini, La voce della luna, tratto dal libro Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, accanto a Paolo Villaggio, nel quale l'attore rinuncia per la prima volta alla maschera e al vernacolo per tratteggiare un personaggio lunare e inquieto, tutto teso ad ascoltare voci misteriose provenienti da un pozzo. L'anno seguente recita nella fiaba musicale di Sergej Prokofiev Pierino e il lupo, sotto la direzione del prestigioso direttore d'orchestra Claudio Abbado.

La vita è bellaEdit

[3][4]Benigni con Nicoletta Braschi al festival di Cannes 1998.

Nel 1997 raggiunge la consacrazione internazionale con l'acclamatissimo La vita è bella, il film che racconta la tragedia dell'Olocausto. La pellicola suscita un vero e proprio vespaio a causa dell'argomento trattato, in contrasto troppo stridente, secondo alcuni, con la comicità presente nel film. Benigni, figlio di un ex-deportato (Luigi Benigni fu deportato durante la guerra in un campo di lavoro nazista, ed il film si basa in parte sulle sue esperienze), difenderà sempre la sua scelta di trattare un tema così delicato con approccio diverso: la sceneggiatura tragicomica, in realtà, non fa altro che accentuare la drammaticità e la commozione di alcune scene, proprio grazie a questo contrasto.

Ne risulta una traduzione in fiaba, se si vuole, di una tragedia fino ad allora ritenuta "raccontabile" solo in modi rigorosi (come nel lungometraggio di Spielberg Schindler's List); ma, proprio come una fiaba, il film di Benigni esorcizza quella che è una tragedia vera, e lo fa ponendo l'accento su un aspetto "tragico nella tragedia", cioè dell'effetto devastante che essa può avere su un bambino. Nella pellicola è proprio il padre, impersonato dall'attore toscano, a salvare il destino e l'animo del figlio. Fino al 2011, è stato il film italiano ad avere riscosso maggiori incassi al cinema in Italia.

21 marzo 1999, la notte dei tre Oscar e fama internazionaleEdit

Il film riceve sette nomination all'edizione degli Oscar del 1999, portandone a casa tre nella notte del 21 marzo 1999: quello per la miglior colonna sonora a Nicola Piovani, quello come miglior film straniero e quello per il miglior attore protagonista. Benigni fu il primo attore non anglofono a vincere in questa categoria, il quinto a vincerlo per una commedia e, insieme a Laurence Olivier, l'unico ad aver vinto tale premio in un film diretto da se stesso. Fu anche il quarto artista nella storia a ricevere nello stesso anno le nomination come attore, regista e sceneggiatore, dopo Orson Welles, Woody Allen e Warren Beatty.

Memorabile fu il momento della consegna del premio da parte di Sophia Loren. Annunciato dalla Loren con la celebre frase "And the Oscar goes to... Robbertoo!", l'attore toscano balzò sui braccioli e gli schienali delle sedie della sala e raggiunse il palco passando sopra le teste dei divi di Hollywood presenti, suscitando clamore e divertendo ampiamente il pubblico americano, abituato alla formalità della notte degli Oscar. Proprio questa gag improvvisata e il discorso di ringraziamento in un inglesestentato lo resero particolarmente simpatico ed apprezzato negli Stati Uniti. Dopo aver ricevuto le nomination, Benigni incontrò l'allora presidente della Repubblica ItalianaOscar Luigi Scalfaro e, stringendogli la mano, esclamò: Ora ho l'Oscar nelle mie mani!. Oltre a questo, il film fa incetta di premi: 5 Nastri d'Argento, 9 David di Donatello, e il prestigioso Gran Premio della Giuria al 51ºFestival di Cannes, con uno scatenato Benigni che si distende ai piedi di un estasiato Martin Scorsese, presidente. Questo film è anche un omaggio di Benigni alla sua terra natale, infatti il film è girato per la gran parte nella città di Arezzo, bellissimi gli scorci di piazza Grande e di tutto il centro storico e la provincia.

Subito dopo quel successo colossale e probabilmente irripetibile, sceglie di comparire in un film per famiglie di produzione francese Asterix e Obelix contro Cesare, diretto da Claude Zidi, accanto a Gérard Depardieu nella parte di Obelix, a Christian Clavier nella parte di Asterix e alla modella Laetitia Casta, interpretando Detritus, il perfido consigliere di Giulio Cesare.

Un controverso PinocchioEdit

Nel 2001 inizia la lavorazione di Pinocchio, uscito l'anno seguente, di cui firma la regia, la sceneggiatura (con Vincenzo Cerami) e la produzione. Si tratta del film più costoso della storia del cinema italiano.[6] Al botteghino il film ottenne risultati molto eterogenei: in Italia fu un buon successo, mentre nel resto del mondo (e in particolare negli USA) fu un flop, arrivando a malapena a coprire i costi di produzione.[7] In America il film fu duramente stroncato dalla critica, su RottenTomatoes (il celebre aggregatore di recensioni cinematografiche) si possono contare 53 recensioni negative su 53. Infatti, il film riceverà 6 nomination al Razzie Awards e ne vincerà uno come peggior attore protagonista[8].

Benigni venne preso di mira ancora una volta da parte della critica. Una polemica nasce dalla scelta di Benigni di non aver incluso sui manifesti il nome del creatore di Pinocchio Carlo Collodi. La risposta del comico sarà: "Collodi è un'assenza che più presenza non si può, è come dire che la Bibbia è tratto dall'omonimo romanzo di Dio. Tutti al mondo sanno che Pinocchio è di Collodi".

La tigre e la neveEdit

Nel 2004 produce, scrive e dirige il suo ottavo film, sempre al fianco della moglie Nicoletta Braschi, intitolato La tigre e la neve, uscito nelle sale il 14 ottobre 2005. Si tratta della riproposizione di tematiche già presenti nel film La vita è bella (un uomo qualunque, ilare e giocoso innamorato di una donna) ambientata stavolta in un altro tragico contesto: la guerra in Iraq. Nel film, con Benigni e la Braschi, appaiono Jean Reno e Tom Waits. Il film si rivela un discreto successo di pubblico in patria, ma viene accolto freddamente dalla critica nazionale ed internazionale.

Ritorno a teatro con TuttoDanteEdit

[5][6]Benigni sul palco di Tutto Dante a Padova, 23 giugno 2008

Un rapporto particolare lega poi l'attore toscano con la Divina Commedia e Dante: tiene letture sull'argomento in diverse università ed è molto apprezzato per le sue recitazioni a memoria di interi canti del poema: resterà memorabile quella dell'ultimo canto del Paradiso avvenuta il 23 dicembre 2002 nel teatro di posa degli Umbria Studios a Terni, alla presenza di un folto pubblico televisivo, ispirate dalla tecnica della poesia estemporanea, una forma d'arte popolare in Toscana.

A partire dal 27 luglio 2006, in Piazza Santa Croce a Firenze, Benigni ha tenuto un ciclo di letture dantesche. Tredici canti, uno per sera, letti e commentati, come in un unico grande racconto, dall'attore toscano più noto nel mondo. I canti della Divina Commedia che sono stati scelti sono i primi dieci, il XXVI e il XXXIII dell'Inferno e il XXXIII del Paradiso. Dal successivo novembre Benigni ha poi portato in giro per l'Italia le sue letture dantesche, in un tour chiamato Tutto Dante. Nel corso del 2007 lo spettacolo è stato proposto in alcune carceri italiane.

Ispirato al tour Tutto Dante, la Rai ha prodotto uno show, che vede protagonista lo stesso Benigni, diviso in una prima serata evento ed altre dodici seconde serate. Il29 novembre 2007 è andata in onda su Rai Uno la prima puntata della serie in cui Benigni ha letto 14 canti della Divina Commedia, preceduti da una sua personale spiegazione. La prima puntata è stata seguita da 10.997.000 telespettatori. Il programma Tutto Dante continua per 13 puntate in seconda serata su Rai Uno a partire dal 6 dicembre. Dal dicembre 2008, lo spettacolo Tutto Dante ha varcato i confini nazionali per intraprendere un viaggio che ha portato Roberto Benigni e Dante in giro per l'Europa, gli Stati Uniti, il Canada e l'America del Sud, per poi concludersi definitivamente il 6 settembre 2009 all'Arena di Verona.

Sanremo 2009Edit

Dopo sette anni, Roberto Benigni torna al Festival di Sanremo alla prima puntata nell'edizione 2009, anche se questo aveva acceso varie polemiche riguardo agli esorbitanti compensi elargiti all'attore toscano. Tuttavia la partecipazione di Benigni al festival sorprende tutti, per l'ennesima volta: durante il suo monologo il comico dà sfogo a tutta la sua satira, prendendo di mira, tra gli altri, ancora una volta Silvio Berlusconi e la cantante in gara Iva Zanicchi, la quale si risentirà molto dell'intervento di Benigni, reputandolo la causa della sua eliminazione dal concorso canoro[9]. Alla fine della sua esibizione, però, Benigni commuove l'Italia: in merito alle polemiche sulla canzone di Povia in gara nello stesso festival, inerente allo scottante tema dell'omosessualità, il comico toscano recita a memoria una lettera scritta da Oscar Wilde al suo giovane compagno, durante la prigionia in Inghilterra per i suoi sentimenti omosessuali.

Tour mondiale di TuttoDanteEdit

Il 7 marzo 2009, Benigni ha inaugurato a Parigi il tour che ha portato La Divina Commedia in giro per il mondo. Lo spettacolo è stato un grande debutto: Benigni esordisce annunciando che "è la prima volta che sono in scena all'estero, così dal vivo". Il Grand Rex rende omaggio all'attore toscano con una prolungata standing ovation alla fine dello show che ha entusiasmato i circa 3.000 presenti.[10][11]

In seguito lo spettacolo è stato rappresentato a Bruxelles, Londra, molte città della Germania e della Svizzera, per concludersi nel mese di giugno con varie date negli Stati Uniti, Canada, Buenos Aires e Madrid.

Sanremo 2011Edit

A due anni di distanza dall'ultima apparizione al Festival, il 17 febbraio 2011, in occasione della terza puntata di Sanremo dedicata ai 150 anni dall'Unità d'Italia[12][13][14], Roberto Benigni si presenta all'Aristoncavalcando un cavallo bianco e viene accolto dal pubblico che si alza in piedi per celebrarlo, intrattenendolo per più di 50 minuti (che gli hanno fatto raggiungere picchi di ascolti vertiginosi, come uno share del 60%)[15], narrando la storia dell'Unità d'Italia, dell'Inno di Mameli e della bandiera italiana (durante l'esegesi dell'Inno degli italiani, Benigni afferma che la bandiera italiana nacque da un'ispirazione di Giuseppe Mazzini da alcuni versi della Divina Commedia, precisamente i vv. 31-33 del XXX canto del Purgatorio). Chiude cantando da solista, l'Inno nazionale italiano senza accompagnamento, a cui segue una lunga standing ovation del pubblico dell'Ariston.[16]

Dopo aver assistito al discorso ed essersi emozionato, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano propone di proiettare il video nelle scuole[17] e, commentando il discorso dell'attore toscano, gli scrive una lettera di apprezzamento: «Ha saputo esprimere agli italiani il sentimento dell’identità nazionale usando i simboli della nazione, la bandiera, l’inno e la storia».[18]

Benigni a San Leo per la cittadinanza onoraria ad Umberto EcoEdit

Dopo alcuni mesi torna per parlare dei referendum sempre con la sua immancabile ironia e fa da testimone riguardo alla cittadinanza onoraria conferita allo scrittore Umberto Eco.

Ritorno al cinema con Woody AllenEdit

Torna al cinema con il celebre regista Woody Allen nel suo nuovo film Nero Fiddled[19][20], insieme all'attrice Penelope Cruz[21], girato nei mesi di luglio e agosto 2011 a Roma.[22]

PolemicheEdit

Nel dicembre 2011, a seguito della performance di Roberto Benigni durante lo show televisivo "Il più grande spettacolo dopo il week end" condotto da Fiorello, l'assessore comunale di Reggio Calabria, Luigi Tuccio (Pdl), ha definito su Facebook l'artista toscano con i termini: "ebreo, comunista, miliardario". Vi sono state molte proteste e sono state richieste le dimissioni di Tuccio. Benigni, incontrando Ivan Tripodi (PdCI), il politico di Reggio Calabria che ha fatto esplodere il caso di antisemitismo di Tuccio, ha affermato che, pur non appartenendo alla comunità ebraica, la definizione di “ebreo” lo “inorgoglisce profondamente”.

Roberto Benigni nella cultura popolareEdit

Il 10 gennaio 1999, Papa Giovanni Paolo II ha visto il film La vita è bella in una proiezione privata assieme a Roberto Benigni. Benigni ha dichiarato come, raccontando alla madre l'avvenimento, lei non gli abbia mai creduto.

L'asteroide 21662 Benigni, scoperto nel 1999, è stato così intitolato in suo onore.

Il 5 ottobre 2008, Benigni ha letto un brano della Genesi (capitoli 4 e 5), durante la maratona televisiva promossa dalla Rai La Bibbia giorno e notte.

Onorificenze, premi e riconoscimentiEdit

[7] Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
2 aprile2003[23]
[8] Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»

Roma, 26 maggio2005[24]

[9] Laurea Honoris Causa in Lettere, conferita dall'Università di Bologna, nel 2002

LibriEdit

  • Non ci resta che piangere, con Massimo Troisi, Milano, A. Mondadori, 1984.
  • Johnny Stecchino, con Vincenzo Cerami, Roma-Napoli, Theoria, 1991. ISBN 88-241-0250-6
  • Tuttobenigni-Berlinguer ti voglio bene-Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, con Giuseppe Bertolucci, Roma-Napoli, Theoria, 1992. ISBN 88-241-0295-6
  • Quando Benigni ruppe il video. I primi testi televisivi di Roberto Benigni, Torino, Nuova ERI, 1992. ISBN 88-397-0659-3
  • Il mostro, con Vincenzo Cerami, Milano, Longanesi, 1994. ISBN 88-304-1236-8
  • E l'alluce fu. Monologhi & gag, Torino, Einaudi, 1996. ISBN 88-06-14184-8
  • La vita è bella, con Vincenzo Cerami, Torino, Einaudi, 1998. ISBN 88-06-14741-2
  • Io un po' Pinocchio. Roberto Benigni racconta il suo film tra le pagine del romanzo di Collodi, Firenze, Giunti, 2002. ISBN 88-09-02677-2
  • La tigre e la neve, con Vincenzo Cerami, Torino, Einaudi, 2006. ISBN 88-06-18419-9
  • Il mio Dante, Torino, Einaudi, 2008. ISBN 978-88-06-19503-8

TeatrografiaEdit

AttoreEdit

FilmografiaEdit

AttoreEdit

RegistaEdit

SceneggiatoreEdit

Film documentarioEdit

Attore televisivoEdit

Regista televisivoEdit

Apparizioni TVEdit

  • 19, 26 dicembre 1976, 2, 9 gennaio 1977 - Onda libera - Rete due
  • 15 marzo 1977 - Automobili - Rete due
  • 21 dicembre 1977 - Del resto fu un'estate meravigliosa - Rete due
  • 9 marzo 1978 - Cantautori a Sanremo - Rete due
  • 25 giugno 1978 - All'arca! All'arca! - Rete due
  • 1 ottobre 1978/27 maggio 1979 (ogni domenica) - L'altra domenica - Rete due
  • 13, 20, 27 ottobre 1978 - Vita da Cioni - Rete due
  • 4 giugno 1979 - TG2 - Rete due
  • 7-9 febbraio 1980 - Festival di Sanremo - Rete uno
  • 29 giugno 1980 - Ieri e Oggi - Rete due
  • 25 dicembre 1980 - TG2 - Rete due
  • 6 dicembre 1981 - Telepatria international ovvero: niente paura... siamo italiani - Rete due
  • 31 dicembre 1981 - 3-2-1... ed è '82 - Reti Rai unificate
  • 13 gennaio 1982 - Tencottantuno - Rete due
  • 18 aprile 1982 - Blitz - Rete due
  • 5 febbraio 1983 - Festival di Sanremo - Rete uno
  • 9 febbraio 1983 - Mixer - Rete due
  • 20 febbraio 1983 - Domenica In - Rete uno
  • 27 febbraio 1983 - Blitz - Rete due
  • 6 maggio 1983 - Azzurro '83 - Rete due
  • 27 giugno 1983 - TG1 speciale elezioni '83 - Rete uno
  • giugno 1984 - Serata d'onore - Raiuno
  • 8 dicembre 1984 - Prisma - Raiuno
  • 15 dicembre 1984 - Fantastico 5 - Raiuno
  • 9 novembre 1985 - Fantastico 6 - Raiuno
  • 13 novembre 1985 - Première - Italia 1
  • 17 novembre 1985 - Drive In - Italia 1
  • 30 gennaio 1986 - Buonasera Raffaella - Raiuno
  • 23 febbraio 1986 - Domenica In - Raiuno
  • 13 dicembre 1986 - Fantastico 7 - Raiuno
  • 31 dicembre 1986 - Premiatissima 1987 - Canale 5/Italia 1/Rete 4
  • 1 maggio 1987 - Pronto, chi gioca? - Raiuno
  • 5 maggio 1987 - Gran Premio Internazionale della TV - Canale 5
  • 25 giugno 1987 - III Festival Nazionale delle Orchestre - Raiuno
  • 1 ottobre 1988 - Fantastico 9 - Raiuno
  • 5 novembre 1988 - Magazine 3 - Raitre
  • 30 dicembre 1989 - Fantastico 10 - Raiuno
  • 10 novembre 1990 - Prisma - Raiuno
  • 19 ottobre 1991 - Fantastico 12 - Raiuno
  • 14 dicembre 1991 - Prisma - Raiuno
  • 30 maggio 1993 - Babele - Raitre
  • 19 dicembre 1993 - Ciak - Canale 5
  • 22 dicembre 1993 - La tombola di Sanremo - Raiuno
  • 31 dicembre 1993 - Speciale TG1 - Raiuno
  • 21 ottobre 1994 - Ciak - Italia 1
  • 25 ottobre 1994 - Numero uno - Raiuno
  • 1 novembre 1994 - Target - Raiuno
  • 19 gennaio 1995 - Ciak - Italia 1
  • 4 febbraio 1996 - TG1 - Raiuno
  • 3-4 aprile 1996 - Il Fatto - Raiuno
  • 5 aprile 1996 - Storie - Raidue
  • 9 giugno 1996 - Il mondo di Troisi - Raidue
  • 10 dicembre 1997 - Il Fatto - Raiuno
  • 18 dicembre 1997 - TG1 - Raiuno
  • 15 aprile 1999 - Striscia la notizia - Canale 5
  • 10 maggio 2001 - Il Fatto - Raiuno
  • 9 marzo 2002 - Festival di Sanremo - Raiuno
  • 23 dicembre 2002 - L'ultimo del Paradiso - Raiuno
  • 12 febbraio 2003 - Striscia la notizia - Canale 5
  • 26 febbraio 2005 - Speciale per me - Raiuno
  • 27 ottobre 2005 - Rockpolitik - Raiuno
  • 21 febbraio 2006 - Il senso della vita - Canale 5
  • 13 novembre 2006 - Domenica in-Ieri, oggi e domani - Raiuno
  • 23 gennaio 2007 - Striscia la notizia - Canale 5
  • 29 novembre 2007 - Il Quinto dell'Inferno - Raiuno
  • 6 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Trentatreesimo del Paradiso - Raiuno
  • 13 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Primo dell'Inferno - Raiuno
  • 20 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Secondo dell'Inferno - Raiuno
  • 25 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Terzo dell'Inferno - Raiuno
  • 27 dicembre 2007 - Tutto Dante-Il Quarto dell'Inferno - Raiuno
  • 1º gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Quinto dell'Inferno - Raiuno
  • 3 gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Sesto dell'Inferno - Raiuno
  • 10 gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Settimo dell’Inferno - Raiuno
  • 17 gennaio 2008 - Tutto Dante-L'Ottavo dell’Inferno - Raiuno
  • 24 gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Nono dell’Inferno - Raiuno
  • 31 gennaio 2008 - Tutto Dante-Il Decimo dell’Inferno - Raiuno
  • 7 febbraio 2008 - Tutto Dante-Il Ventiseiesimo dell’Inferno - Raiuno
  • 14 febbraio 2008 - Tutto Dante-Il Trentatreesimo dell'Inferno - Raiuno
  • 10 dicembre 2008 - La storia siamo noi - Raidue
  • 25 dicembre 2008 - Pierino e il Lupo - Raiuno
  • 17 febbraio 2009 - Festival di Sanremo - Raiuno
  • 8 novembre 2010 - Vieni via con me - Rai 3
  • 24 gennaio 2011 - Striscia la notizia - Canale 5
  • 17 febbraio 2011 - Festival di Sanremo - Rai 1
  • 18 giugno 2011 - Tutti in piedi - Current
  • 5 dicembre 2011 - Il più grande spettacolo dopo il weekend - Rai 1

MusicaEdit

CanzoniEdit

DiscografiaEdit

AlbumEdit

RaccolteEdit

SingoliEdit

Partecipazioni fuori gara al Festival di SanremoEdit

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.