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Lino Banfi

Lino Banfi, nome d'arte di Pasquale Zagaria (Andria, 9 luglio 1936), è un attore, comico, conduttore televisivo, sceneggiatore, scrittore, doppiatore, cantante e ambasciatoredell'UNICEF italiano. Reso popolare per la sua parlata con forte accento del nord-barese, sua terra d'origine, è tra gli attori italiani di commedia leggera più caratteristici e distintivi del dopoguerra.

Lino Banfi, insieme a Lando Buzzanca, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Carlo Giuffrè, Gianfranco D'Angelo, Aldo Maccione, Alvaro Vitali e Renato Pozzetto, rappresenta uno dei mostri sacri delle commedie erotiche degli anni settanta e della prima metà degli anni ottanta, che furono criticate a quel tempo per le scene di nudo e per i linguaggi volgari, ma che sono state rivalutate molto positivamente negli ultimi anni poiché considerate una riuscita analisi critica dei difetti della società italiana.

Negli anni ottanta raggiunse il picco della sua popolarità con pellicole che lo videro come protagonista unico (o al massimo come deuteragonista) quali Cornetti alla crema,L'allenatore nel pallone, Vieni avanti cretino, Fracchia la Belva Umana, Il commissario Lo Gatto e Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, popolarità che ha trovato nuova linfa con la fortunata interpretazione di nonno Libero nella serie Un medico in famiglia e con altre fiction di successo, che lo hanno portato al ritorno sul grande schermo nel 2008.

Lino Banfi è sposato con Lucia dal 1962 e ha due figli, Walter e Rosanna, quest'ultima anch'essa attrice che ha goduto di una certa popolarità recitando quasi sempre insieme al padre. Ha quattro nipoti.


CarrieraEdit

Gli iniziEdit

Nato ad Andria il 9 luglio 1936, ma iscritto all'anagrafe soltanto l'11, all'età di tre anni si trasferì a Canosa di Puglia, dove ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza fino alla maggior età. Questi due comuni, che negli anni 2000 sono confluiti nella Provincia di Barletta-Andria-Trani, afferivano entrambi alla provincia di Bari.

La sua famiglia cattolica lo aveva spinto a provare l'esperienza del seminario, ma lui si sentiva portato nel fare spettacolo ed esordì come cantante nelle feste musicali della sua cittadina.

A diciotto anni, nel 1954, in pieno periodo del dopoguerra e soprattutto delle migrazioni interne verso il triangolo industriale (Milano, Torino e Genova), emigrò a Milano per tentare l'avventura nel teatro di varietà.

Proprio qui, dopo essere entrato nella compagnia di Arturo Vetrani, iniziò il suo percorso di comico, portando in scena elementi tipici del suo paese: detti, modi di dire, giochi. Come continuerà a fare nel seguito della sua carriera, egli affidò le risorse della sua comicità irruente ed immediata al suo dialetto canosino, oltre che alla sua parlata buffa ed originale.

Scelse come primo pseudonimo Lino Zaga, dalle abbreviazioni del nome (da Pasqualino) e del cognome, ma fu spinto a cambiare quel cognome su consiglio di Totò, che a suo giudizio riteneva che nel mondo dello spettacolo portasse fortuna accorciare i nomi ma portasse invece sfortuna accorciare i cognomi. Fu il suo impresario, marito di Maresa Horn, a scegliere il cognome Banfi. Essendo questi anche maestro elementare, prese il primo nominativo a caso dal registro di classe dei suoi alunni di quinta: Aureliano Banfi.

Successivamente si trasferì a Roma dove ebbe le prime apparizioni di un certo rilievo: la prima è in Biblioteca di Studio Uno, programma di Antonello Falqui del 1964, dove Banfi interpretò la parte del valletto del Duca di Buckingham (Memmo Carotenuto), recitando alcune battute con l'accento pugliese.

Negli anni seguenti ottenne i primi successi esordiendo in tv su Rai 2 nel 1969 a Speciale per voi[4] di Renzo Arbore e con il cabaret al Sancarlino insieme a Carletto Sposito e Anna Mazzamauro nel 1972, continuando poi con Enrico Montesano e Lando Fiorini. L'incontro con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia fu determinante per la sua affermazione artistica.

Protagonista della commedia sexy all'italianaEdit

La sua simpatia colpì anche i produttori cinematografici, che lo scritturarono per diverse commedie accanto a Franco e Ciccio, come ad esempio ne L'esorciccio(1975) che, scritto diretto e interpretato dal solo Ciccio Ingrassia con un minimo budget, è considerato un cult per gli amanti di quel tipo di cinema.

Nello stesso anno debuttò in televisione nella trasmissione Senza Rete con Alberto Lupo. Fu quindi protagonista di molti varietà, tra i quali Arrivano i mostri del 1977.

In questo decennio (1974 - 1983) divenne un emblema della commedia erotica all'italiana, trovandosi spesso a recitare al fianco di altri esponenti del genere come Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Edwige Fenech, Gloria Guida, Ennio Antonelli, Jimmy il Fenomeno e Nadia Cassini in pellicole quali La liceale seduce i professori, L'onorevole con l'amante sotto il letto, La moglie in bianco... l'amante al pepe, L'infermiera di notte e L'insegnante va in collegio.

Tra le sue migliori interpretazioni sono da considerare Cornetti alla crema (1981), in cui Banfi si trova suo malgrado a dover gestire moglie ed amante in due appartamenti ad una sola rampa di scale di distanza, compiendo incredibili peripezie, Vieni avanti cretino (1982), film diretto da Luciano Salce, nel quale Banfi si produce in esilaranti scenette tipiche dell'avanspettacolo (ad esempio la famosa canzone anglo-iberico-pugliese Filomeña o la scena degli schiaffi col prete pugliese davanti al colosseo, con sottotitoli in arabo), L'allenatore nel pallone (1984) di Sergio Martino, ove interpreta uno dei più famosi suoi personaggi, l'allenatore calcistico Oronzo Canà e Il commissario Lo Gatto (1986) di Dino Risi.

Altra pellicola cult della sua filmografia èOcchio, malocchio, prezzemolo e finocchio, film in due episodi incentrato sul tema dell'occulto (dell'altro episodio è protagonistaJohnny Dorelli).

Nel 1990 doppia il bambino Eddie nel film Senti chi parla 2.

La svolta in televisioneEdit

Rientrato in RAI dopo una breve parentesi a Canale 5, in cui nel 1984 partecipa a Risatissima[5] e alla 500ª puntata de Il pranzo è servito gareggiando con Raimondo Vianello, gli venne affidata la conduzione diDomenica in (1987-88), Stasera Lino (1989) e Aspettando Sanremo (1990), in cui emersero le sue doti di intrattenitore e di attore misurato ed equilibrato.

Al periodo televisivo è seguita una sua breve ma intensa parentesi teatrale con la sua interpretazione nel Vespro della Beata Vergine (1995) di Antonio Tarantino e diretto da Chérif. Nel 1997 ha interpretato il suo primo ruolo drammatico da protagonista nel film per la televisione Nuda proprietà, assieme agli attori Annie Girardot, Alessandro Gassman e Charlotte Kady.

Banfi quindi ha mostrato ulteriormente doti di attore non comico. Dal 1998 al 2009 ha ottenuto un grande successo nella fiction Un medico in famiglia, in cui interpreta il ruolo di Libero, un nonno completamente diverso dai personaggi bizzarri interpretati negli anni settanta e ottanta.

Grazie proprio a questo ruolo, Banfi nel 2001 viene nominato ambasciatore dell'UNICEF e nello stesso periodo prende parte a numerose fiction tra le quali Un difetto di famiglia (2002, dove affronta per la prima volta il tema dell'omosessualità) e Un posto tranquillo (2003), recitando in entrambe al fianco di Nino Manfredi.

Nel 2003 ha ricevuto il Telegatto alla carriera, e l'anno successivo ha girato per la RAI la fiction Raccontami una storia.

Nel 2005 ha interpretato il ruolo di Babbo Natale nella fiction per Canale 5 Il mio amico Babbo Natale, prodotta da Pietro Valsecchi e che ha visto recitare anche Gerry Scotti e Vittoria Belvedere. L'anno dopo ne ha girato il seguito, con Gerry Scotti, Micaela Ramazzotti e Sergio Graziani nel ruolo del Decano.

Sempre del 2006 è la fiction Rai Il padre delle spose in cui interpreta il padre di una lesbica (la figlia Rosanna) che si sposerà in Spagna con una compagna indigena madre di una bambina, e tornerà poi in Italia: nel cast anche i pugliesi Gianni Ciardo e Antonio Stornaiolo, Cosimo Cinieri e Lucia Poli. La scelta della dirigenza Rai di far interpretare da un così noto attore italiano, amato soprattutto dalle famiglie e dai giovani, un'altra fiction sul tema dell'amore omosessuale, nonché di trasmetterla sulla rete ammiraglia, ha scatenato polemiche da parte di numerose associazioni, Moige in testa. Raiuno ha deciso comunque di mandare in onda la contestatissima fiction, sollevando un vespaio di polemiche, a novembre 2006, conseguendo 7 milioni di ascolti.

Banfi è stato ospite, in qualità del suo personaggio Oronzo Canà, del programma televisivo di Italia 1 Guida al campionato condotto da Mino Taveri per tutto il mese di dicembre 2007 al fine di promuovere il sequel de L'allenatore nel pallone.

Il ritorno al cinemaEdit

A gennaio 2008, a distanza di 24 anni dall'uscita nelle sale dell'Allenatore nel pallone, e dopo una lontananza dal cinema durata 20 anni, Banfi ha rivestito i panni del celeberrimo Oronzo Canà nel sequel intitolato L'allenatore nel pallone 2. L'episodio, ambientato in pieno scandalo Calciopoli, vede oltre all'ingresso di Anna Falchi, la conferma dietro la macchina da presa del regista di allora Sergio Martino e la presenza di quasi tutto l'intero cast, tra cui quella di Andrea Roncato.

Nel 2008 è seguita la partecipazione al film di Carlo Vanzina Un'estate al mare, uscito nelle sale cinematografiche il 27 giugno.

Il 2009 ha segnato il suo ritorno in Puglia, a Gravina da attore. Ha interpretato il film Indovina chi sposa mia figlia, nel quale ha recitato in tedesco, leggendo i copioni per la sua non conoscenza della lingua[6].

Il 30 marzo 2012 uscirà nelle sale, Buona Giornata per la regia di Carlo Vanzina con Diego Abatantuono, Christian De Sica, Maurizio Mattioli, Teresa Mannino e Tosca D'Aquino.[7]

La criticaEdit

Negli anni settanta e ottanta Banfi veniva considerato poco più che un caratterista, seppur di alto livello e di molta fama. Più avanti però si è ritenuto di avvicinare Banfi alla caratura di attore o, meglio, artista della commedia, poiché, a tutti gli effetti e a totale unanimità, egli ha inventato di sana pianta un genere, un personaggio, dei modi e una intera situazione socio-culturale tipica di una grossa fetta d'Italia, in maniera molto simile a quello che fece Alberto Sordi negli anni cinquanta e sessanta.

Oltre ad avere una presenza scenica difficilmente contenibile e difficilmente malleabile, Banfi aveva necessità anche di soggetti ideati sul suo tipo fisico e sulla sua origine meridionale, e anche qui le similarità con Sordi si fa avanti sommando, per alcuni versi, la caratteristica che fu anche dei film di Totò, i quali venivano disegnati sul personaggio, poiché essi non potevano essere prestati a soggetti pensati per altri attori.

Pur riducendo, così, il numero di possibilità lavorative, fece sì che il caratterismo di Banfi saltasse molto al di sopra di quello di tutti i suoi pari e comprimari. Non c'è paragone, oggi, nel successo e nella riconoscibilità di Banfi rispetto, ad esempio, ad altri attori di quel genere e di quell'epoca, per quanto validi e preparatissimi, quali Lando Buzzanca, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Gianfranco D'Angelo, Aldo Maccione, Alvaro Vitali.

OnorificenzeEdit

[1] Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»Roma, 27 dicembre1998[8]
[2] Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»Roma, 2 giugno1994[9]
[3] Laurea Honoris Causa ad Honorem in Scienze della comunicazione
Università di Malta - nel 2008
[4] Laurea Honoris Causa in Scienze della comunicazione
—Università degli Studi Giovanni Paolo I di Roma - il 20 Ottobre 2011

FilmografiaEdit

CinemaEdit

TelevisioneEdit

DoppiaggioEdit

Varietà televisiviEdit

BibliografiaEdit

  • Alla grande! (1991)
  • Una parola è troppa... Nonno Libero racconta (2004)
  • C'era una volta Nonno Libero (2004)
  • Ti racconto una storia... Ricordi di vita e di scena (2006)
  • Il chèlcio secondo Oronzo Canà (2009)
  • Un diverso di provincia presentato in occasione di una serata al Teatro Purgatorio di Bari (1978/79) da Charlie Barbieri (DJ e Regista di Canale 100).

DiscografiaEdit

45 giriEdit

CuriositàEdit

  • Nella notte del 18 gennaio 2010, sul web, è circolata la falsa notizia della morte di Lino Banfi.
    L'indomani Banfi ha dichiarato alla stampa, scherzando: "Ero morto e sono resuscitato! Sono vivo e vegeto e mentre rispondo ai giornalisti francamente faccio gesti scaramantici e quasi quasi mi gioco i numeri al lotto. Se è vero che queste bufale allungano la vita allora c'è speranza; mi ero prefisso di vivere fino a 84, 85 anni, ora ne ho un po' di più davanti!".
  • Secondo alcune fonti sarebbe di Banfi la voce che ripete il tormentone "nuntereggae più" nell'omonima canzone di Rino Gaetano del 1978.
  • Durante la trasmissione Niente di personale del 13 marzo 2011, rivela di aver rifiutato, con grande dispiacere, la parte di Franco Mattioli offertagli da Pupi Avati per il film Regalo di Natale; il ruolo alla fine fu interpretato da Diego Abatantuono.
  • Nel 2011 gli è stato assegnato il Gay Village Award per la fiction Il padre delle spose, che ritira al Gay Village di Roma in compagnia della figlia Rosanna.

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